La visita
ortopedica
Il primo passo per scegliere il percorso più adatto a te
Durante la visita vengono analizzati il ginocchio interessato e le articolazioni limitrofe, con particolare attenzione alla mobilità e all’assetto biomeccanico della deambulazione.
Questo consente di comprendere eventuali compensi o sovraccarichi che possono influenzare il recupero.
Prenotazione della prima visita
La prima visita si prenota principalmente tramite telefonata allo studio, dove una segretaria programma l’appuntamento secondo le disponibilità.
La prima visita: ascolto e valutazione completa
Durante la prima visita chiedo informazioni generali sullo stato di salute, sulla crescita, sul lavoro e sulle attività sportive del paziente. Questo permette di comprendere a tutto tondo le esigenze del paziente e le possibili fonti di sovraccarico.
Se il paziente porta esami diagnostici, li commentiamo insieme e completiamo la visita con esplorazione fisica non solo del ginocchio, ma anche delle articolazioni limitrofe e con un’analisi di come ti muovi.
Se il paziente arriva già con una diagnosi, spiego la patologia in modo chiaro e comprensibile, senza tecnicismi inutili. Rimando anche a articoli scientifici, libri e video esplicativi, così che il paziente possa approfondire in maniera autonoma e affidabile.
Un plus della visita è l’utilizzo del mio ecografo portatile, frutto di un master internazionale in ecografia muscoloscheletrica, che permette di:
Al termine della visita rilascio sempre un referto dettagliato, che riporta tutto ciò di cui abbiamo parlato e la mia email, affinché tu possa scrivermi in caso di dubbi sul trattamento o sulla patologia.
Visita di controllo: trattamenti mirati e monitoraggio
Durante la visita di controllo, il percorso varia in base all’obiettivo:
Percorso di riabilitazione mirato
Ho la fortuna di collaborare con diversi centri di fisioterapia altamente specializzati, aggiornati nella riabilitazione sportiva e post-operatoria.
Questo tipo di supporto è fondamentale sia per patologie conservative, basate sulla riabilitazione funzionale, sia per patologie chirurgiche, perché senza una riabilitazione mirata anche l’intervento migliore rischia di non dare il massimo beneficio.
Quando i pazienti si riabilitano in centri esterni, lascio sempre i miei contatti al fisioterapista, che può scrivermi in caso di dubbi, imprevisti o anche partecipare all’intervento del paziente per comprendere la tecnica chirurgica e orientare meglio la riabilitazione.




